Fine anno ha un suono tutto suo.
È un suono basso, quasi da corridoio: quello delle cose che tiriamo avanti “tanto va bene così”.
Nel nostro lavoro lo vediamo spesso.
Arriva qualcuno e non porta solo un problema tecnico. Porta una rinuncia piccola, quotidiana.
“Non capisco più bene a tavola.”
“Mi stanco nelle riunioni.”
“Sorrido e annuisco… ma mi perdo i pezzi.”
E allora capisci che l’udito non è una funzione. È appartenenza.
È restare dentro la vita senza dover indovinare le parole.
In AudioProgress, tra La Spezia, Genova e Parma, quest’anno abbiamo fatto una cosa che sembra semplice (ma non lo è): abbiamo ascoltato.
Prima ancora di misurare. Prima ancora di proporre.
Abbiamo seguito le persone nel dopo, quando l’entusiasmo passa e iniziano le vere domande:
“Mi abituerò?” “Sarò io?” “Sto facendo la cosa giusta?”
Sì: stai facendo la cosa giusta quando smetti di rimandare te stesso.
Se questi giorni ti stanno facendo il classico regalo di fine anno — la voglia di mettere ordine — metti ordine anche lì. Non per “sentire di più”. Per sentirti di nuovo presente.
Da parte nostra: niente pressioni, niente ansie. Solo un percorso serio, umano, su misura.
AudioProgress — La Spezia • Genova • Parma